La storia in questione potrebbe essere la trama di un romanzo, invece e' pura cronaca. Siamo a Londra, dove una giovane donna italiana si reca per effettuare un corso di addestramento della compagnia aerea Ryanair all'aeroporto di Stansted. La donna e' in avanzato stato di gravidanza ed e' affetta da sindrome bipolare, una patologia depressiva che porta la persona ad alternare momenti di euforia ed eccitazione a momenti di depressione e sconforto. Per curare questo disturbo la donna aveva con se dei farmaci che prendeva regolarmente durante il suo soggiorno londinese, speso presso un albergo. Il problema si e' creato quando la donna ha esaurito le sue risorse di farmaci ed e' entrata in uno stato depressivo. Allora e' stata ricoverata nel reparto psichiatrico di un vicino ospedale. Quando la donna e' tornata in se', ha chiesto di essere riportata al proprio albergo, salvo poi scoprire di essere stata fatta prigioniera senza alcuna possibilita' di uscita. Considerando poi la propria necessita' di partorire ormai prossima, il personale dell'ospedale ha sedato la donna e ha avviato il parto. Al risveglio la donna ha chiesto cosa fosse successo e dove fosse finito il proprio bambino, la risposta e' stata scioccante: dato il suo disturbo, per la legge inglese il figlio e' stato dato in adozione ad una famiglia britannica. La donna si e' subito rivolta alle autorita' italiane ma finora nulla e' stato possibile. A detta del suo avvocato questa storia "non ha precedenti" e di sicuro ha creato un vero e proprio caso diplomatico. In caso le autorita' italiane non riuscissero ad intervenire, alla donna non resta che rivolgersi alla corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo, sperando di ottenere un risvolto positivo e di poter abbracciare per la prima volta il proprio bambino.
MG
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Londra
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