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Cani pericolosi? Adesso basta. La nuova legge prevede fino a 14 anni di carcere per i padroni in caso di attacco.

10/22/2013

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Non gestire un cane pericoloso che causa danni alle persone? Sarà presto considerato un crimine come ferire o uccidere qualcuno mentre si guida sotto l’effetto di alcol o stupefacenti. Nel Regno Unito, dal 2005 a oggi, sedici persone, fra bambini e adulti, sono morte in seguito ad attacchi di cani considerati “pericolosi”. Così ora, sollecitato anche dall’opposizione, il governo di coalizione fra conservatori e liberaldemocratici si è impegnato a introdurre, entro un paio di mesi, nuove leggi a tutela dei cittadini, grazie a un emendamento al nuovo testo di riforma delle norme sul comportamento antisociale, il crimine e il funzionamento della polizia.
Il sottosegretario agli Interni, Norman Baker, ha detto: “Il governo è giunto a una conclusione e cioè che due anni di prigione per il proprietario, in caso di attacchi fatali, non sono sufficienti. Abbiamo quindi pensato di elevare questa durata fino a 14 anni”. Ma un cane pericoloso lo è anche nei confronti degli altri cani. Così Baker ha dato anche un altro numero: ogni mese, nel Regno Unito, almeno dieci cani da assistenza ai disabili vengono attaccati da altri cani. “Un’emergenza”, ha detto il sottosegretario, parlando della necessità “di un serio dibattito, ora, fra tutte le forze politiche”.
La stampa britannica riporta in continuazione storie di cani pericolosi e violenti. Così come, allo stesso modo, si mostra inflessibile nei confronti di chi causa danni mentre è alla guida. Ora, appunto, le nuove norme, “che ci sono state chieste da migliaia di cittadini, in questi ultimi anni”, ha detto Baker. Nel Regno Unito, del resto, ogni settimana almeno cento persone devono ricorrere a cure ospedaliere per il morso di un animale domestico. E gli attacchi da parte dei cani, per la popolazione più giovane, costituiscono ancora la prima causa di ferite al volto. Nel 2012, nel Paese, furono riportati 28mila traumi da morsicatura, 19mila dei quali richiesero interventi di chirurgia ricostruttiva. E il problema pare peggiorare di anno in anno, se è vero che, mentre nel 2003 erano stati operati per questo motivo, nella sola Londra, 58 bambini, nel 2008 il numero era salito a 496.



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Ricevuta a Buckingham Palace adolescente salvata dai Talebani, gaffe del Duca di Edimburgo

10/19/2013

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La 16enne pakistan Malala Yousafzai, scampata miracolosamente il 9 ottobre del 2012 ad un attentato dei talebani per il suo impegno per l'istruzione femminile, e' stata ricevuta a Buckingham Palace. La sua presenza di fronte alla regina e' stata l'occasione per una delle celebri gaffe del principe consorte, il Duca di Edimburgo. Mentre la giovane, accompagnata dal padre, ha donato a Sua Maesta' (il Pakistan e' formalmente una delle 53 nazioni del Commonwealth) una copia della sua autobiografia, "Io sono Malala". Mentre raccontava a Elisabetta II della sua lotta affinche' tutti i bambini possano andare a scuola, il 92enne Filippo e' intervenuto caustico spiegando che nel Regno Unito, "i bambini vanno a scuola (solo) perche' i genitori non li voglio a casa", tra i piedi". Commento che ha scatenato le risa composte dietro il velo di Malala.

FC

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Dura risposta del Ministro delL'Immigrazione ad un immigrato: "Deve tornare al suo paese"

10/15/2013

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Una durissima piega ha preso il dibattito sul programma della domenica della BBC, dove erano presenti il Ministro dell'Immigrazione Mark Harper e un cittadino iracheno di nome Amin che ben 5 volte ha chiesto l'asilo politico in Regno Unito senza trovare una risposta affermativa. La legge sull'asilo politico in Gran Bretagna e' spesso presa di mira da molte persone provenienti dai paesi in difficolta', a causa di guerre civili, carestie e dittature, poiche' permette, in caso di accoglimento della proposta, non solo un sussidio del governo, ma anche la copertura delle spese per la casa, la copertura sanitaria e la previdenza sociale per l'intera famiglia. Non c'e' dunque da meravigliarsi se migliaia di immigrati hanno tentato qualunque mezzo per arrivare sull'isola per poi chiedere asilo politico (si pensi ai tanti servizi giornalistici che hanno documentato come sulla manica migliaia di persone siano riuscite a passare i controlli documenti nascondendosi all'interno dei TIR, arrivando persino ad aggrapparsi al di sopra delle ruote e trovando in diversi casi la morte). L'ennesima richiesta di asilo politico e' stata avanzata dal signor Amin, proveniente dall'Iraq e terrorizzato a tornare nel suo paese per via dell'instabilità politica del dopo Saddam. Eppure le sue richieste sono state trovate infondate e persino giudicate "ridicole" dalla commissione del governo che ha esaminato il suo caso per ben 5 volte senza trovare accoglimento. E, nella trasmissione, Amin ha fronteggiato il ministro tentando anche di commuoverlo precisando di essere "un essere umano" come lui. Di ghiaccio la risposta di Harper, gia' piu' volte durissimo ed inflessibile sul tema dell'immigrazione, che ha definito impossibile l'accoglimento della proposta dell'iracheno, ha poi continuato spiegando che l'eventuale prolungarsi della permanenza di Amin peserebbe sui contribuenti e che, visto l'ulteriore no della commissione, non resta al mancato rifugiato politico di ritornare al suo paese. Una risposta che mostra la rigidita' del governo sul tema dell'immigrazione, anche perche' e' sugli immigrati che il governo sta scaricando le colpe dell'alto tasso di disoccupazione. Insomma la "terra delle opportunita'" proclamata da Cameron non sembra essere destinata agli stranieri, o almeno questo sembra essere il pensiero del Ministro Harper. 


MG
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Cameron rilancia la sua politica: "stiamo creando la terra delle opportunita'"

10/2/2013

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Nella chiusura della conferenza del partito conservatore a Manchester, David Cameron ha parlato in difesa del suo operato definendolo il piano che ha trasformato il Regno Unito nella "terra della speranza e delle opportunita'". Il premier ha ribadito il totale appoggio alle imprese, specificando che parole come "profitti", "riduzione delle imposte" e "impresa" non sono da demonizzare bensi' da prendere come base del proprio operato anche perche', dice Cameron, non e' il governo ad assumere le persone ma le aziende private. Chiarissimo e duro il punto del premier che va a rispondere direttamente al suo avversario Miliband e alla sua politica del lavoro annunciata pochi giorni fa. E ha anche rilanciato, affermando che, se il suo avversario e' a favore dei lavoratori e contro il governo, i conservatori sono a favore delle imprese e le difenderanno strenuamente. Il primo ministro ha continuato poi le sue considerazioni circa il potenziale aumento della spesa pubblica in caso i laburisti vincano le elezioni, un aumento che potrebbe far esplodere l'economia britannica al momento pesantemente indebitata e favorirebbe un avvicinamento a quella che ormai in Europa viene definita "la situazione Grecia". Sulla spesa pubblica, ha aggiunto Cameron, l'obiettivo e' l'opposto, e cioe' il raggiungimento del surplus di bilancio dal 2020. Sulle fasce sociali meno abbienti la linea di Cameron e' stata poi precisata anche dal Cancelliere Osborne che ha chiarito come gli assegni di disoccupazione non debbano essere presi per un vitalizio, ma solo come un temporaneo aiuto per affrontare l'allontanamento dal lavoro. 
L'opposizione laburista ha ascoltato le affermazioni di Cameron e nei commenti fuoriesce l'opinione comune che il premier in carica durante il suo mandato abbia favorito principalmente le classi piu' ricche a scapito delle piu' povere, ipotesi suffragata dal taglio delle tasse per i redditi superiori alle 150000 sterline l'anno. D'altra parte non e' un segreto che i liberal-conservatori abbiano sempre sostenuto le fasce piu' ricche della popolazione. 


MG 

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Miliband rigetta le accuse del Daily Mail, che ha definito il padre "l'uomo che odio' la Gran Bretagna"

10/1/2013

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Gli animi della politica in Gran Bretagna sono solitamente pacati e distaccati, come insegna il carattere British. Sara' perche' le ideologie radicali qui non hanno mai attecchito e forse anche perche' il dialogo ha sempre avuto la meglio su posizioni autoritarie. Eppure questa settimana il dibattito si e' acceso sul passato del leader laburista Ed Miliband e piu' in particolare su suo padre Ralph, definito lo scorso sabato dal Daily Mail come "l'uomo che odio' la Gran Bretagna". L'uscita, che certo non e' piaciuta al figlio Ed, non vuole essere un'offesa gratuita, bensi' un ricordo di quel Ralph, accademico di idee marxiste deceduto nel lontano 1994, che sicuramente avra' influenzato il carattere e l'ideologia del piccolo Ed. Celebre la frase del padre Ralph che nel pieno della Seconda Guerra Mondiale scrisse nel suo diario di adolescente "i britannici sono il popolo piu' nazionalista al mondo e quasi verrebbe voglia di vederli perdere la guerra per mostrare loro come e' il mondo per davvero". Una frase che non passo' certo inosservata e per anni Ralph Miliband fu visto con distacco dall'opinione pubblica per via delle sue idee estremiste. 


Il figlio Ed pero' non vuole che si infanghi la memoria del padre e ha ricordato come Ralph, nato in Belgio e di origini ebraiche, sia riuscito a scampare allo sterminio nazista e, una volta arrivato al sicuro in Gran Bretagna, abbia servito nella marina britannica rischiando la propria vita. E sulle idee marxiste del padre ribatte dichiarando che Ralph e' sempre stato a favore del sistema capitalista, ma ha combattuto per renderlo migliore, piu' aperto e rispettoso delle classi meno abbienti. Sara', resta il fatto che Ed in piu' occasioni si e' mostrato decisamente a favore di un inasprimento delle leggi a restrizione della liberta' economica e di recente ha mostrato il suo piano del lavoro che di sicuro non e' a favore delle aziende. Forse, in fin dei conti, e' proprio vero che la mela non cade troppo lontano dall'albero. 


MG

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