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Scotland Yard spia gli ambientalisti. L'agente infiltrato ne mette in cinta una durante la missione, per il giudice non e' reato. 

8/22/2014

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Scotland Yard spia gli ambientalisti. L'agente infiltrato ne mette in cinta una durante la missione, per il giudice non e' reato. 
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Continua lo strascico Datagate: spiato Yahoo! da USA e UK. 

3/1/2014

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Il caso Datagate acquista sempre piu' corpo, dopo le ennesime rivelazioni che hanno messo di mezzo ancora una volta il colosso Yahoo!, nonche' i governi di Gran Bretagna e Stati Uniti. Secondo le nuove notizie, l'agenzia di spionaggio britannica Gchq (Government Communication Headquarter), con sede a Cheltenham, avrebbe spiato le videochat di Yahoo! Messenger attraverso un programma chiamato Optic Nerve. 


Il programma avrebbe registrato delle conversazioni e perfino fornito immagini dalle webcam delle conversazioni in corso. Le comunicazioni "spiate" sono state quelle che hanno avuto luogo tra il 2008 ed il 2012. Si parla dunque di una rivelazione sconvolgente. Migliaia di conversazioni sotto osservazione in nome della sicurezza nazionale. Sotto possibile controllo sarebbe finita anche la Xbox 360, sulla quale il servizio segreto britannico avrebbe studiato un sistema per generare traffico di dati, anche attraverso i videogiochi. 


Tra i risultati delle indagini e delle registrazioni ci sarebbe anche un dato difficile da digerire: un numero tra il 3 e l'11% di immagini rubate riguarderebbe persone nude. Le webchat di Yahoo! infatti sono spesso utilizzate per divulgare la pornografia. Niente paura comunque perche' per gli "spioni" del governo l'agenzia britannica ha anche emesso un avviso nel quale si consigliave agli operatori "sensibili" a questo tipo di materiale di non aprire queste immagini. Magra consolazione di uno scandalo che sta premendo i governi sempre di piu' a prendere seri provvedimenti in favore della privacy. 

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Come trattare gli abusi dell'esercito di occupazione? Dibattito aperto sul comportamento dei soldati inglesi in Afghanistan

11/13/2013

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L'accusa è l'uccisione di un talebano con un'arma da fuoco durante la missione in Afghanistan. L'accusato è un militare britannico che ora rischia fino all'ergastolo ed un intero apparato militare e politico ora ragiona su quale sia la giusta punizione per quei soldati che "sbagliano". Il Regno Unito mette in discussione un intero sistema di valori davanti al caso del “Sergente A.”, che una corte marziale ha ritenuto essere l’esecutore materiale della morte di un prigioniero di guerra nel 2011, nella provincia di Helmand. La sentenza è prevista per il prossimo 6 dicembre. I pareri sono ancora discordanti. Il primo ministro inglese David Cameron ha definito il fatto "sconcertante", ma ha comunque ricordato “il grande servizio svolto da questo corpo militare. Non possiamo mettere a repentaglio l’immagine dei marines per questa vicenda”. Ma il partito conservatore, chiamato in queste ore a dare un parere politico sulla questione, si è comunque spaccato tra chi difende il sergente e chi vorrebbe la massima pena. Come Julian Lewis, parlamentare dei Tory per New Forest East: “Nessuna clemenza – ha detto – essere troppo morbidi metterebbe a repentaglio la vita dei nostri militari, che potrebbero essere presi in ostaggio ed essere maltrattati per ritorsione. Siamo di fronte a un’atrocità ma anche a un tradimento del personale militare britannico, che potrebbe essere messo a rischio dal comportamento di guerra di persone che già agiscono al di fuori di ogni legge o convenzione”. Anche tra i militari il dibattito è ampio. Tanti gli appelli che invocano clemenza per il Sergente A. E molti altri militari ora dicono che “la sentenza dovrebbe tenere conto delle straordinarie pressioni a cui il nostro personale è sottoposto nella zona di Helmand”. Come il generale Julian Thompson che, intervistato dalla radio della Bbc, ha detto che “una sentenza addolcita sarebbe appropriata. Le pressioni verso questi uomini sono veramente enormi e più combattono e più sono sottoposti a stress”. Così, allo stesso modo, sempre alla Bbc il colonnello Mike Dewar ha detto che “la società dovrebbe fare eccezioni per alcuni soldati in alcune circostanze straordinarie”.


FC

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Cani pericolosi? Adesso basta. La nuova legge prevede fino a 14 anni di carcere per i padroni in caso di attacco.

10/22/2013

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Non gestire un cane pericoloso che causa danni alle persone? Sarà presto considerato un crimine come ferire o uccidere qualcuno mentre si guida sotto l’effetto di alcol o stupefacenti. Nel Regno Unito, dal 2005 a oggi, sedici persone, fra bambini e adulti, sono morte in seguito ad attacchi di cani considerati “pericolosi”. Così ora, sollecitato anche dall’opposizione, il governo di coalizione fra conservatori e liberaldemocratici si è impegnato a introdurre, entro un paio di mesi, nuove leggi a tutela dei cittadini, grazie a un emendamento al nuovo testo di riforma delle norme sul comportamento antisociale, il crimine e il funzionamento della polizia.
Il sottosegretario agli Interni, Norman Baker, ha detto: “Il governo è giunto a una conclusione e cioè che due anni di prigione per il proprietario, in caso di attacchi fatali, non sono sufficienti. Abbiamo quindi pensato di elevare questa durata fino a 14 anni”. Ma un cane pericoloso lo è anche nei confronti degli altri cani. Così Baker ha dato anche un altro numero: ogni mese, nel Regno Unito, almeno dieci cani da assistenza ai disabili vengono attaccati da altri cani. “Un’emergenza”, ha detto il sottosegretario, parlando della necessità “di un serio dibattito, ora, fra tutte le forze politiche”.
La stampa britannica riporta in continuazione storie di cani pericolosi e violenti. Così come, allo stesso modo, si mostra inflessibile nei confronti di chi causa danni mentre è alla guida. Ora, appunto, le nuove norme, “che ci sono state chieste da migliaia di cittadini, in questi ultimi anni”, ha detto Baker. Nel Regno Unito, del resto, ogni settimana almeno cento persone devono ricorrere a cure ospedaliere per il morso di un animale domestico. E gli attacchi da parte dei cani, per la popolazione più giovane, costituiscono ancora la prima causa di ferite al volto. Nel 2012, nel Paese, furono riportati 28mila traumi da morsicatura, 19mila dei quali richiesero interventi di chirurgia ricostruttiva. E il problema pare peggiorare di anno in anno, se è vero che, mentre nel 2003 erano stati operati per questo motivo, nella sola Londra, 58 bambini, nel 2008 il numero era salito a 496.



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si al velo per le donne mussulmane: il verdetto di un giudice inglese risolve il dilemma 

9/18/2013

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Velo si' o velo no. E' questo il dilemma che in questi anni di globalizzazione affligge la maggior parte dei paesi occidentali, che vede la richiesta della comunita' mussulmana, tra l'altro in forte crescita demografica, come un affronto all'emancipazione femminile. Il niqab, ossia il velo che copre il volto ma non gli occhi delle donne mussulmane, e' entrato in questione durante un processo a Londra quando una donna mussulmana e' stata chiamata a deporre e si e' presentata in tribunale con il viso coperto dal velo. In Francia la situazione si e' risolta drasticamente con il divieto di coprire il proprio volto anche in strada dal settembre 2010. La Gran Bretagna pero' non e' la Francia e la proverbiale tolleranza britannica ha fatto scuola in Europa in tema di diritti umani. Ed e' proprio sul rispetto dei diritti umani che l'avvocato difensore della donna ha fatto leva per riconoscerle il diritto ad indossare il suo niqab. Il giudice ha avuto dunque un difficile compito da eseguire e cioe' creare un precedente (vitale nel paese del common law) su cui altri giudici possano ispirarsi in casi simili. Ed il verdetto e' arrivato: per l'identificazione della persona e' stato richiesto l'aiuto di una poliziotta che ha proceduto al riconoscimento dell'identita' della donna in una stanza privata dove la testimone ha rimosso il proprio velo, dopodiché il giudice ha stabilito che sara' possibile per la donna indossare il suo velo durante tutto il processo, ma durante la sua testimonianza dovra' rimuoverlo temporaneamente per permettere la sua identificazione alle parti interessate. Vittoria dunque per i diritti umani che vengono cosi' rispettati permettendo la liberta' di scelta, una scelta essenziale nel paese piu' multiculturale d'Europa. Chissa' se anche in questa materia la Gran Bretagna fara' da esempio per altri paesi. 

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cameron "sbadato" si dimentica la valigetta in treno

9/12/2013

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La vita dei politici a volte puo' essere frenetica. Molti viaggi, tante riunioni, diversi incontri con gli elettori ed alla fine ci si puo' sentire stanchi. Pero' certi errori sono davvero troppo, specie se il primo ministro di uno dei paesi del G8 si dimentica la valigetta del governo in treno, con tanto di chiavi attaccate alla serratura di sicurezza. La vicenda in questione e' accaduta a Cameron questa settimana mentre viaggiava in treno per andare ad un matrimonio nello Yorkshire. Sara' stata la stanchezza o forse un po' di sbadataggine, fatto sta che la storica valigetta rossa che ha accompagnato tutti i primi ministri britannici degli ultimi secoli e' stata lasciata su un tavolino di un treno alla merce' dei passeggeri. Il contenuto? Diversi dossier sulla Siria, sullo scandalo Datagate, informazioni sui membri del governo, sulle operazioni militari in corso eccetera eccetera. A graziare il malcapitato e sbadato primo ministro e' stata la civiltà' del popolo britannico: i passeggeri infatti hanno recapitato il prezioso bagaglio agli oggetti smarriti. Per fortuna che non passavano malintenzionati di li' dunque. Forse sarebbe davvero il caso di fornire un portaborse al primo ministro, che gia' in altri casi e' risultato sbadato e con la testa tra le nuvole. Ricorderete infatti quando si dimentico' una delle figlie in un pub. Mentre pero' in quel caso si sarebbe potuto trovare solo una figlia sbronza al suo ritorno, in questo episodio della valigetta sarebbe potuto andare molto peggio. Per fortuna che tutto e' bene quel che finisce bene e che i segreti di Sua Maestà sono tornati al sicuro. 

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il governo pronto al bando dei micro-cellulari che impazzano nelle prigioni

8/25/2013

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Micro-cellulari. Talmente piccoli da essere scambiati per portachiavi o addirittura per spille. Negli anni '90 e negli anni 2000 la corsa dei produttori di cellulari si e' basata sul criterio di produrre apparecchi sempre piu' piccoli e portatili. Dall'avvento pero' degli smartphones, tutte le dinamiche del mercato sono cambiate. Basta vedere l'esempio dell'I-Phone, che dalla quarta alla quinta versione ha visto allungarsi la sua forma, diventando quindi piu' voluminoso e meno "portatile". Stesso discorso ha coinvolto Nokia e Samsung nell'offerta di smartphones con schermi piu' grandi e piu' evoluti. Eppure c'e' ancora una parte del mercato che richiede cellulari sempre piu' piccoli, addirittura microscopici. E' il mercato illegale delle prigioni, dove chi sta scontando una pena, molto spesso riesce a procurarsi un "microfonino" sul mercato nero. E' diventato cosi' semplice averne uno da scomodare il governo sulla vicenda, una vicenda cosi' grave da far prendere in esame l'idea di bandire la vendita dei microfonini in tutto il Regno Unito. Il progetto in questione vuole rendere, se non impossibile, certamente piu' difficile aver accesso ad un microfonino per i pregiudicati in carcere. E' anche vero pero' che la regola del mercato nero e' sempre quella di superare i vincoli della legge e se si riescono a portare i micorfonini illegalmente in carcere sarebbe sicuramente possibile riuscire a farli arrivare in UK anche se ne fosse vietata la vendita. Da qualche parte pero' bisognera' pur cominciare, e dunque il braccio di ferro tra la legge e contrabbando e' appena inziato. 


MG

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EVASORI FISCALI: LA CACCIA ALL'UOMO E' INIZIATA

8/14/2013

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Una lunga serie di foto e volti: manca solo la scritta “Wanted” e poi l’immagine sarebbe del tutto simile a una vecchia taglia del lontano Far West. Il governo britannico dichiara guerra all’evasione fiscale e pubblica in rete le foto degli undici latitanti più ricercati: in totale, si stima che i loro crimini siano costati alle casse dello Stato la bellezza di 720 milioni di sterline (863 milioni di euro). Tuona a tal proposito il cancelliere dello scacchiere George Osborne, promotore dell’iniziativa: “Il messaggio per chi evade le tasse deve essere molto chiaro: stiamo venendo a prendervi e vi prenderemo”. Segno evidente che l’evasione fiscale non sarà più tollerata nel Regno Unito. La misura non è tuttavia nuova. Già la scorsa estate infatti l’esecutivo guidato da David Cameron aveva pubblicato le foto di venti evasori fiscali. I risultati non sono stati tuttavia del tutto soddisfacenti: dei venti nominativi forniti infatti, soltanto uno di questi è stato effettivamente catturato e imprigionato. Un risultato che ha sollevato molti dubbi sull’effettiva utilità di nuova lista di ricercati. L’opposizione laburista si dice particolarmente critica: “A distanza di un anno, è un gran fallimento che 19 dei 20 evasori fiscali più ricercati non siano ancora stati presi” dice Catherine McKinnell, ministro-ombra del Tesoro.


GC

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